domenica 17 giugno 2018

Il POC con inserita l’area di Muzzano, lo strumento urbanistico che assegnerà i diritti di costruire sul territorio di Valsamoggia nei prossimi 5 anni.


Comunicato stampa

Perché il Consiglio Comunale di VALASAMOGGIA ha approvato il POC con inserita l’area di Muzzano, BENE COMUNE ?
Contravvenendo al Regolamento Comunale, che dice: prima la consultazione aperta tra i cittadini, poi le decisioni !!

Martedì 12 giugno ’18 in Consiglio Comunale di VALSAMOGGIA si è votato a maggioranza il POC (Piano Operativo Comunale), lo strumento urbanistico che assegnerà i diritti di costruire sul territorio di Valsamoggia nei prossimi 5 anni. Tra gli interventi, spicca la proposta dell'Amministrazione di costruire 27.000 metri quadrati a Muzzano, l'area situata tra Monteveglio e Crespellano di proprietà pubblica, sulla quale il Sindaco si era impegnato ad avviare un percorso partecipativo che ne definisse l'uso insieme ai cittadini.
L'area ex militare di Muzzano, di 90.000 metri quadrati, ha una copertura forestale di oltre 60.000 metri quadrati, come riporta il Sistema informativo forestale della regione Emilia Romagna.
Se si attuerà il Piano approvato dal Consiglio Comunale, il bosco verrà eliminato per fare posto a capannoni, uffici, distributori di benzina e strade.
Muzzano è un bene comune prezioso da salvaguardare, con un grande potenziale per svolgere attività sociali, culturali e di micro-economia locale a vantaggio di tutta la nostra Comunità.
La Città Metropolitana, nelle osservazioni al Piano, ha chiesto di limitare la porzione dell'area da destinare ad usi produttivi e terziari, conservando la destinazione prevalente per servizi pubblici: il POC COMUNALE non contiene alcun impegno in tal senso.
L'Amministrazione dichiara che l'unico modo per non perdere Muzzano sia approvare il POC in quanto in assenza di questo Piano il Ministero si riprenderebbe l'area ex militare. In realtà nessuna verifica è stata fatta a riguardo e l'intenzione di utilizzare l'area come richiede la norma poteva e può essere comunicata al Ministero attraverso l'avvio di un percorso partecipativo.
Avviare un percorso con i cittadini DOPO l'approvazione del POC, come propone la maggioranza, non ha senso, lo dice anche il Regolamento Comunale sulla partecipazione: si debbono sospendere tutte le decisioni e le procedure in attesa del risultato del percorso partecipativo.

458 cittadini on Line e circa 200 cittadini in piazza hanno firmato la petizione che chiede al consiglio comunale di stralciare l'area dal POC, nessun cittadino si è espresso a favore di altri capannoni e altre strade: la volontà popolare DEVE ESSERE FATTA PROPRIA dalla Giunta Comunale.
Si fa notare inoltre, che un documento proposto dai cittadini e sottoscritto da tutti i candidati sindaci nell’occasione delle precedenti elezioni 2014 (si presume condiviso dalle forze politiche che rappresentano) espresse una larga condivisione e assume ieri ed oggi; per il Comune di Valsamoggia quasi il valore di articolo di “carta costituzionale”.

L'Amministrazione continua a usare parole come: consumo di suolo a saldo zero e rigenerazione urbana: a Muzzano si prevede l'abbattimento dei capannoni esistenti ed il consumo di migliaia di metri quadrati di suolo vergine. Domandiamo, quelle parole pronunciate, usate, sono sincere ??

Noi di LEGAMBIENTE, ma altre numerose Associazioni e Comitati dicono che l’area di Muzzano è bellissima, NON abbiamo bisogno di nuovi capannoni! NE di strade NE di centri commerciali NE di distributori di carburante, vorremmo solo la gestione di quello che esiste.
No all’abbattimento di alberi !
No cemento e asfalto nell’area di Muzzano !!
 

Lavanda in fiore a San Lorenzo in Collina - Sabato 16 Giugno 2018



splendida LAVANDA in fiore, a san LORENZO IN COLLINA
di Monte San Pietro
 
( per arrivarci: sulla strada provinciale Bazzanese, dopo Zola Predosa, dopo Riale voltare sulla sinistra, a 3 Km circa c'è San Lorenzo in collina )
 
LA STRADA DELLA SPESA
4 aziende che producono prodotti genuini locali
dolci, vini, profumi, tisane, carni, uova, formaggi, marmellate
 
scampagnata LIBERA per
SABATO 16 GIUGNO 2018
ritrovo ore 17,00 presso il parcheggio del RISTORANTE LA COLLINA
 
per poi proseguire verso i campi di LAVANDE coltivati dalla Azienda Agricola
il MUCCHIO
per poi passare dalla Azienda Vinicola e Ristorante GUIDOTTI
approdare infine
dalla Azienda Agricola MAGNANI
dove vedremo nel laghetto le piccole raganelle e le belle ninfee
 
vi aspettiamo !!!

Grande pulizia dei basolati della Flaminia Militare - 17 Giugno 2018


martedì 19 dicembre 2017

Liberiamo l’ARIA a Casalecchio di Reno? Che sia la volta buona?



Diminuzione del traffico auto/moto/camion? il PAR Piamo Aria Regionale!
Interramento Ferrovia?!

Dalle notizie che apprendiamo dal mensile Casalecchio News, e dalle cronache dei quotidiani bolognesi, mi sono posto alcuni interrogativi, ma nel contempo son contento che finalmente siano state prese da parte del Sindaco e dalla Giunta, importanti misure per diversi limiti e il divieto di circolazione stradale in vari giorni e fasce orarie, di auto e veicoli a motore, come previsto dal PAIR 2020, Piano Aria Regionale.

Le sintetizzo con le prime lettere dell’alfabeto:

Zona traffico limitato durante gli eventi di spettacoli a Unipol Arena, una nuova e protettiva ZTL che difende i residenti della zona da occupazione dei loro spazi condominiali e pubblici, con un accumularsi di grave inquinamento derivante dagli scappamenti delle auto degli spettatori, in una zona di Casalecchio che vede abitazioni a ridosso di supermercati e la mega-arena,

b) Vero e proprio PIANO ARIA a Casalecchio?!
Limitazioni al traffico auto/moto/camion privato per il periodo Dicembre 2017 – Marzo 2018. Sono previsti utili limiti su due livelli:
1°) sforamenti per 4 giornate consecutive e il 2°) livello sforamenti consecutivi di 10 gg dei veicoli a motore, per tutto il territorio stradale di Casalecchio.

Questo piano ARIA da una parte è POSITIVO per i controlli ARPA e soprattutto il DIVIETO di SOSTA CON MOTORE ACCESO per tutti i veicoli: per acquistare il giornale, per far spesa, per il rosso ai semafori, per aspettare un passeggero, suppongo siano questi i casi previsti.

Mentre il Piano è NEGATIVO per quei veicoli a motore che POSSONO CIRCOLARE (benissimo gli ibridi ed elettici) per i genitori che fanno avanti e indietro per accompagnare gli alunni a scuola. Molto male consentire la circolazione di veicoli a METANO e GPL in quanto fortemente velenosi, che emanano: monossido di carbonio, polveri PM1 finissime.

Una deroga colpevole che ANNULLA il Piano Area, dato che tutti i veicoli con il motore acceso, davanti a tutte le scuole, sono una delle principali fonti di inquinamento, non solo a Casalecchio.

Lì davanti agli ingressi scolastici si avvelena l’aria, la stessa l’aria anche arriva dentro le aule e le palestre delle scuole di Casalecchio di Reno.

Un Piano Aria che si morde la coda, mentre si dovrebbe educare genitori e alunni a utilizzare mezzi alternativi per entrare e uscire da scuola: a piedi, autobus pubblici elettrici, biciclette, pedibus. Modi diversi esistono per casa-scuola-casa ed anche casa-lavoro-casa, basta volerlo e organizzarsi, osservo che è essenziale un approccio culturale della popolazione al problema.

Considero che Regione e Comuni dovrebbero essere più coraggiosi e radicali, per porsi veramente l’obiettivo di una aria più pulita.

Poi l’ultima notizia, diciamo positiva, ma forse un po’ vecchia da 60 anni se ne parla, che abbiamo letto già tante volte
INTERRAMENTO DELLA FERROVIA BO-PORRETTA dalla stazione di Casalecchio, su via Marconi attraverso un grande investimento della Rete Ferroviaria Italia di ben 110 milioni, Mentre positivamente sono già stati stanziati 160 ml per l’interramento attiguo della Porrettana, quella sì sarà un’occasione buona per migliorare l’aria e avere mene auto che passano a cielo aperto per Casalecchio?

Che sia la volta buona? Intanto dopo gli annunci, le parole, quello che accadrà nei prossimi anni non lo sappiamo, sì sì diciamolo, si prevede per la fine del 2019, ma senz’altro forse per il 2020, l’apertura dei cantieri.

Intanto passa il tempo, tutta la regione Emilia-Romagna è rossa, non politicamente, ma fotografata agli ultravioletti dall’alto è rossa di veleni, che respiriamo tutti i giorni, veleni che derivano dai nostri veicoli e dai nostri impianti condominiali e industriali, penso che questo mondo sia da rifare, da organizzarlo in altro modo, per la nostra salute e un’aria pulita.

Intanto quello che possiamo chiedere che si faccia il monitoraggio dell’inquinamento e delle sue componenti velenose anche a Casalecchio attraverso gli strumenti ARPAE, e sarebbe giusto aderire alla campagna ARIA / PESA indetta da una rete di persone dei comitati e associazioni bolognesi che con un piccolo rilevatore da 20 euro, stanno iniziando a collocarne 200 tra Bologna e Provincia sulle finestre delle loro abitazioni, per un mese, per un vero rilevamento delle quantità che anche noi respiriamo.

Forse tra qualche mese, diciamo in Aprile 2018 saremo stupiti dei risultati.

Claudio Corticelli, di LEGAMBIENTE

domenica 10 dicembre 2017

Castiglione dei Pepoli, va a funghi e trova un elmo romano - La conferma sulla Flaminia Militare

Il ritrovamento di pochi giorni addietro di parte di un Elmo di Legionario Romano, tra Baragazza e Roncobilaccio nel Comune di Castiglione dei Pepoli, da parte di un giardiniere castiglionese che andava per funghi, è la conferma delle tesi di Cesare Agostini e Franco Santi, ed anche di LEGAMBIENTE, che quei territori furono percorsi dalle Legioni di Caio Flaminio, nel periodo repubblicano, per costruire e percorrere la strada transappenninica che oggi chiamiamo Flaminia Militare, ma percorsa in seguito anche da altri Legionari di altri Consoli in periodo imperiale.
Un ritrovamento sorprendente e utilissimo per indagare nella storia nostra, nella storia emiliana e toscana.
Chiamata Militare perché serviva per collegamenti militari due città già divenute romane, Bononia e Faesulae, Bologna e Fiesole, una strada in parte lastricata con basolati e per grandi tratti ghiaiata, che partendo dalla neo fondata Bononia nel 189 a.C., passava accanto al torrente Aposa ( oggi Via Venezian, via D’Azeglio ) saliva per le creste di Sabbiuno, poi Pieve del Pino, Monte Adone, Brento, Monterumici, Monzuno, Monte Venere, borgo Le Croci, Monte Galletto, Madonna dei Fornelli, Monte dei Cucchi, Pian di Balestra, Monte Bastione, Monte Luario, Piana degli Ossi, il Passeggere, Monte poggiaccio, Poggio Castelluccio, passo della Futa, ( queste due località vicine a Baragazza e Roncobilaccio ) Monte Poggione, Monte di Fò, torrente Sieve ieri, oggi Bacino del Bilancino, Castello del Trebbio per poi arrivare a Fiesole.
Quindi i legionari romani comandati da Caio Flaminio, come racconta nel libro ottavo lo storico Tito Livio, non solo sconfissero i guerrieri Liguri di varie tribù (Friniati, Apuani, Mucelli) che scorazzavano quei territori fino a spingersi nella pianura padana. Avendoli fatti schiavi, insieme ai circa 6.000 soldati romani, per ordine del Senato Romano, costruirono la strada Flaminia Militare, mentre Marco Emilio Lepido con i suoi legionari completava la strada che da Piacenza, che ancor oggi conduce a Rimini.
Siamo convinti nel credere che quella parte di Elmo romano sia appartenuto a un legionario delle truppe Imperiali che percorrevano questa strada romana a pochi chilometri dal ritrovamento e la Dottoressa Anna Bondini della Soprintendenza di Bologna ha ragione nel dichiarare che sia datata tra il 1° e 2° secolo d.C. a conferma che la strada Flaminia Militare veniva ancora percorsa dalle Legioni romane anche dopo la sua costruzione avvenuta tre secoli prima, nel 187 a.C.

E’ singolare e sorprendente che proprio in questa estate un abitante di Monterenzio abbia ritrovato lungo il percorso della strada romana Flaminia Militare che affianca la Via degli Dei, nei pressi di Monte Adone, un sesterzio di Filippo l’Arabo, imperatore romano della prima metà del 3° secolo d.C., a ulteriore dimostrazione della frequentazione del percorso della strada militare, anche in secoli successi alla sua costruzione.

Tra l’altro è bene ricordare - per testimonianze raccolte, purtroppo solo a voce da operai locali, che negli anni 50 costruirono il Cimitero germanico della Futa - che la direzione tedesca del cantiere distrusse, non segnalando il rinvenimento, un tempio votivo romano dedicato agli dei in quell’Area. di quell’importante monumento non si è saputo più nulla, si usciva dalla 2a guerra, non c’erano tutele, non si pensava alla storia, all’archeologia, ma forse negli archivi dei Ministeri Tedeschi ci sarà rimasta una documentazione, una foto, e questa sarebbe una bella scoperta.
A questo punto suggeriamo alla Soprintendenza, alle Università di Bologna, le Facoltà di Lettere/Archeologia, al Comune di Castiglione dei Pepoli, di inoltrare un appello alla popolazione della montagna emiliana, nel caso si fosse trovato delle armi, calzari, corazze, monete, indumenti di Legionari Romani, che gli antenati hanno raccolto, di farlo sapere alle Autorità.
Mentre sarebbe importante che la Soprintendenza di Bologna potesse scavare nel castagneto dove è stato trovato l’Elmo, per verificare se sotto terra ci sono altri reperti.
Sarà utile per saperne di più della nostra storia.


giovedì 23 novembre 2017

Costituito l’OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE - Deposito di Stoccaggio Biomasse di Crespellano



COMUNICAZIONE STAMPA

Costituito l’OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE
Gruppo autonomo di esperti e cittadini
Sugli enormi disagi, forti puzze, fuochi, fumi, polveri, movimenti Tir, procurati dall’impianto-deposito di stoccaggio di biomasse di Via Bargellina a Crespellano, Comune di Valsamoggia

Crespellano - Valsamoggia,  23 novembre 2017

Il Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno, operante nella provincia sud-ovest di Bologna, comunica che è stato ufficialmente costituito l'OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE sulle attività del deposito-impianto di stoccaggio di Crespellano – Valsamoggia, comune della provincia di Bologna, in collegamento con il regionale Emilia Romagna di Legambiente.

L’OSSERVATORIO si è costituito a seguito della partecipata Assemblea Pubblica, da noi indetta, tenutasi la sera Venerdì 17 novembre 2017, presso la sala del Consiglio di Municipalità di Crespellano, gentilmente concessa.
Presenti 140 persone circa, che hanno dato vita a decine di interventi,.
Durante l’Assemblea sono emersi disagi dei cittadini, degli alunni delle vicine scuole, testimonianze di pesanti sforamenti degli orari di attività dell’impianto, che hanno procurato GRAVI ANOMALIE con odori fortissimi, prolungati fuochi, enormi fumi, considerevoli polveri disperse nell’aria, depositate sulle persone e sulle case di Crespellano; oltre a ciò si è aggiunto l’inquinamento dai motori dei TIR coperti, provenienti dall’Estero contenenti biomasse, che sostano tutte le prime mattine, con motore acceso vicino alla case.

            Dall’esame effettuato dai volontari di LEGAMBEINTE sulle PRESCRIZIONI Regionali E.R. emanate nel 2016 contenenti NORME, CHE DETTANO per i gestori del deposito:

EVITARE disagio olfattivo per le persone; 

LIMITARE l’altezza dei cumuli di rifiuti e biomasse;

EVITARE durante la lavorazione delle biomasse la produzione di polveri;

d) ADOTTARE vincolanti accorgimenti per limitare i rumori previsti nella Legge quadro n. 447 26/10/95, sull’inquinamento acustico;

EVITARE la permanenza dei rifiuti in loco per un periodo massimo di 48 ore;

Si evidenzia che vi è una evidente differenza di livelli di tolleranza tra quelli PRESCRITTI dalla stessa Regione E.R., e quelli invece controllati e spiegati dalla Agenzia Regionale Prevenzione Ambientale “ARPAE” nella nota del 18 nov 2017, con il resoconto dei controlli eseguiti.

            Rileviamo che nel succitato documento da noi ricevuto da “ARPAE”, che ringraziamo, emergono molte violazioni rispetto ad una corretta gestione del deposito di Via Bargellina.
In particolare nella nota di “ARPAE” si rileva la presenza di “rifiuti etereonegici” tra i rifiuti vegatali, che possono suggerire una analisi delle sostanze volatili, per indagarne la composizione. Nella stassa nota di “ARPAE” non sono evidenziate ne vengono resi pubblici i rilevamenti doverosi delle quantità di polveri e fumi-vapori che potevano contenere ossido di carbonio e altre sostanze pericolose per la salute degli abitanti. durante il periodo di allarme compreso dal 31 ottobre al 13 novembre 2017.
            Siamo pertanto a chiedere pubblicamente, ma lo faremo anche con Accesso agli Atti, tutte le misurazioni valoriali effettuate negli ultimi ANNI, e anche nelle ultime 2 settimane di fuochi, fumi e polveri, nel deposito di Via Bargellina a Crespellano.

            Tra gli invitati istituzionali, il solo intervenuto è stato il Sindaco di Valsamoggia, che ha preferito attaccare personalmente e ingiustamente LEGAMBIENTE, difendendo il suo operato, giustificando l’attività dei gestori del deposito di biomasse, dichiarando che gli organi di controllo ambientale preposti non hanno evidenziato una situazione d’emergenza tale da giustificare la limitazione dell’attività o la sua chiusura.
Il Sindaco ha comunque informanto l’Assemblea che forse gli stessi gestori decentreanno le biomasse in altri siti. Di risposta abbiamo dichiarato che dette modifiche dovranno avvenire nel rispetto delle normative. OSSERVEREMO.

LEGAMBIENTE è una associazione ambientalista, che svolge politiche ambientali, è libera e indipendente, Il nostro interesse è unicamente rivolto alla salvaguardia della salute degli abitanti e dell’ambiente in cui viviamo.

Questo è l’obiettivo dell'OSSERVATORIO AMBIENTALE di LEGAMBIENTE nato per conoscere e rendere trasparente l'attività produttiva dell'impianto-deposito industriale di biomasse, dove stanno accadendo fatti che allarmano fortemente i cittadini di Crespellano. A tal fine riaffermiamo che chiederemo l’Acceso agli Atti a Comune di Valsamoggia, ad Arpae, ad Asl, ai Vigili del fuoco, utilizzeremo nel contempo tutte le notizie, documenti, foto, video che reperiremo e ci perverranno.